Monitoraggio ambientale, dall’on. Corrado Matera i risultati delle prime analisi effettuate da ARPAC

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Utile e significativo l’intervento del consigliere regionale Corrado Matera che, all’indomani dell’inchiesta che ha portato alla scoperta di sversamenti illeciti di rifiuti pericolosi nel Vallo di Diano si è subito attivato per consentire l’effettuazione di analisi e monitoraggi sul territorio finalizzati a valutare la sussistenza o meno di danno ambientale e pericolo.

Nello scorso autunno, i tecnici di Arpac hanno effettuato le analisi di monitoraggio, finanziate dalla Regione Campania grazie all’emendamento presentato dall’On. Matera, approvato in Consiglio regionale, finalizzato proprio all’effettuazione di verifiche ambientali nel Vallo di Diano e, ora, sono giunti i primi risultati che non tranquillizzano del tutto la popolazione e che, facendo emergere delle criticità e la necessità di ulteriori approfondimenti, mettono in evidenza come, l’intervento del consigliere regionale Matera sia stato provvidenziale.

“Ho fortemente voluto questa attività di controllo – commenta Corrado Matera– a seguito della preoccupazione generata nei cittadini del Vallo di Diano delle recenti inchieste, alle quali si unisce l’apprensione per la segnalazione dell’aumento di alcune tipologie tumorali, che appaiono ingiustificate in un’area non metropolitana come quella valdianese. Prendo atto dei primi risultati comunicati dall’ARPAC, che confermano l’importanza del monitoraggio in corso, precisando che tali dati sono stati formulati sulle risultanze analitiche riferite al numero di campioni processati. Pertanto, come evidenzia la stessa ARPAC, non è possibile in questa fase giungere a determinazioni finali. Indicazioni conclusive saranno formulate dall’ARPAC al termine delle altre attività previste dal progetto, tenendo conto sia delle concentrazioni riscontrate in tutti i campioni prelevati afferenti alle 3 matrici da investigare, sia della distribuzione spaziale degli stessi. Ovviamente la mia attenzione resta massima su questi temi. Continua, con determinazione e concretezza, il lavoro -spesso silenzioso- al servizio del territorio”.   

Le attività avviate nel trimestre settembre-ottobre-novembre 2022, hanno previsto, in questa prima fase, il prelievo di campioni delle matrici acque sotterranee e superficiali, e di sedimenti da punti appartenenti alla rete di monitoraggio regionale esistente. I campioni prelevati sono stati processati presso i laboratori specialistici dell’Agenzia Regionale, che hanno determinato diversi parametri. Per quanto riguarda le acque sotterranee le risultanze analitiche prodotte dai laboratori ARPAC hanno evidenziato per la maggior parte degli analiti investigati valori di concentrazione inferiori ai limiti di rilevabilità dello strumento con concentrazioni di inquinanti trascurabili, ad eccezione dei parametri di: Ferro, Mercurio, Zinco, Fluoruri, Nitriti Solfati, normale esano, che tuttavia si rilevano a basse concentrazioni. Per quanto riguarda le acque superficiali, secondo le risultanze di Arpac rese note dal Consigliire regionale Matera, per il parametro Mercurio si è verificato una presenza che necessita di ulteriori approfondimenti. Altra criticità è stata rilevata relativamente alla presenza del parametro Idrocarburi, anch’essa meritevole di ulteriori approfondimenti, attesa la natura dell’analita non ascrivibile a valori di fondo naturale nonché alle concentrazioni rinvenute.

“I punti oggetto di presenza anomala di idrocarburi – comunicano da Arpac – saranno ri-campionati nella seconda fase del monitoraggio. In caso di riconferma delle anomalie, si procederà ad attivare gli Enti territoriali competenti per i provvedimenti conseguenziali”. Per quanto riguarda i sedimenti fluviali, rende noto Matera, dalla valutazione delle risultanze analitiche riportate nei rapporti di prova prodotti dai laboratori ARPAC, si rilevano valori di concentrazione inferiori a quelli utilizzati dall’Agenzia per un preliminare e conoscitivo confronto.

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