Milano, la talentuosa artista valdianese Enzina Cappelli protagonista al Piccolo Teatro Grassi

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Una performance straordinaria per uno spettacolo incredibile a Milano, ha visto tra i protagonisti assoluti anche il Vallo di Diano, con la presenza tra gli attori della giovanissima Enzina Cappelli di Sala Consilina che, nello scorso fine settimana ha aperto, insieme al suo gruppo di attori, la performance di teatro fisico diretto dal regista Davide Enia, dal titolo “Eleusi” con spettacoli che si sono cimentati nelle rappresentazioni iniziate alle ore 21,00 di sabato 10 giugno, presso il Piccolo Teatro di Milano per concludersi dopo le 21,00 di domenica 11 giugno in rappresentazioni non stop per una durata di 24 ore consecutive e senza sosta anche durante la notte.

Un nuovo modo di sperimentare l’arte teatrale potendo così offrire la possibilità di seguire gli spettacoli a qualsiasi ora e che ha visto tra gli attori protagonisti di questa straordinaria avventura durata 24 ore, la giovanissima e talentuosa artista Enzina Cappelli che si è esibita presso il Piccolo Teatro Grassi di Milano, mentre, una ulteriore parte dello spettacolo si è svolta presso il Teatro Studio Melato. «Eleusi – spiega Davide Enia – è un evento che appare, arde per un giorno e scompare per sempre, in una direzione fortemente antitetica rispetto all’abitudine alla riproducibilità: non filmeremo, non resterà alcuna testimonianza, perché dobbiamo riabituarci a vivere lo spettacolo dal vivo con il nostro corpo e la nostra carne, senza la mediazione della tecnologia e riuscendo, finalmente, ad abbandonarci all’esperienza dell’istante, per viverla con tutti i sensi. Si chiama Eleusi, perché, nell’antica Grecia, quella era la città dove ci si recava in pellegrinaggio rituale, e anche qui ci si sposta tra un teatro e l’altro per accostarsi a un “mistero”».

Un’esperienza di grande impatto per la giovane artista valdianese Enzina Cappelli: “Stare in scena al Piccolo – commenta –  è stata un esperienza intensa e unica nel suo genere, danzare  per 12 repliche di fila nell’arco di 24 ore non capita tutti giorni. Avevo paura di non farcela, invece è stata un’esperienza immersiva al tal punto che ho perso la cognizione del tempo, come in uno stato di trans”.

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