Michele Albanese: “Leggere il 2020 con occhi attenti per guardare al domani con fiducia”

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A conclusione dell’anno Michele Albanese, affida ad una lettera le sue riflessioni di direttore generale della Banca Monte Pruno, di uomo e di nonno su un 2020 che si spera “resti solo un flebile ricordo”.

É una valutazione  di quanto è successo ma soprattutto un invito ad essere fiduciosi. Ripone speranza nell’arrivo del vaccino che ritiene sia “la notizia migliore per cominciare a scorgere la luce in fondo al tunnel” e pensa “a tutte le persone che ci hanno lasciato e alle loro famiglie che vivranno il Natale con il dolore nel cuore, a chi non potrà congiungersi ed esaltare, così, il valore della famiglia, uno dei pochi valori – sottolinea – a cui ancora crediamo”.

“Nel corso di questo 2020, sia come Banca che personalmente – ricorda – abbiamo cercato di far sentire la nostra voce, in aiuto ad un tessuto economico che si trova a vivere una crisi pesante. Mi sono messo nei panni di tanti imprenditori che si sono trovati nella condizione di non saper più a quale Santo appellarsi; ho pensato a quelle famiglie in cui il lavoro è un problema serio, dove si ha difficoltà nel dover dire ad una moglie o ad un figlio che questo Natale sarà diverso; ho considerato, però, anche chi è fortunato ad avere un lavoro e tante volte continua a lamentarsi di cose banali e stupide. Il Natale dovrà servire anche a questo – rimarca il direttore – a capire quanto si è fortunati e, quest’anno, abbiamo compreso meglio che essere fortunati può significare anche semplicemente stare bene oppure poter rivedere i propri cari”.

Guarda al futuro Michele Albanese ritenendo “indispensabile recuperare i valori forti della nostra vita, tendendo la mano a chi è in difficoltà ed avendo cura di vivere ogni momento della nostra esistenza con amore e passione. Ognuno di noi dovrà ricordare il 2020 come un anno diverso, che ci ha insegnato tante cose. Sarà una lezione per tutti se riuscissimo a leggere ciò che è stato con occhi maturi ed attenti, altrimenti sarà l’ennesima occasione persa e ripartiremo con il consueto egoismo umano e senza responsabilità per i nostri figli e per i nostri nipoti. Io sono fiducioso e ci credo; chiedo – conclude – anche a Voi di esserlo”.

Rosa ROMANO

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