Lotta al randagismo, da lunedì in Campania regole più rigide sui microchip

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Ci sono novità in materia di randagismo. Da lunedì, e non più da oggi 10 gennaio come previsto inizialmente, in Campania viene applicata in maniera più rigida la Legge Regionale in materia di randagismo e rintracciabilità dei cani. Il microchip resta obbligatorio per legge e va inserito entro 30 giorni dalla nascita o entro i 15 giorni dal possesso del cane ma ora per chi non rispetta quest’obbligo è prevista una multa dai 100 ai 600 euro. Tutto ciò allo scopo di contrastare il fenomeno dilagante del randagismo.

Per impiantare un microchip in un cucciolo di cane di età inferiore ai 2 mesi, sarà necessario fornire la tracciabilità del cucciolo quindi codice fiscale del proprietario cedente e sia il numero di microchip che la data di nascita della madre. Se ciò non è possibile il Medico Veterinario può applicare il microchip e stampare il modello di richiesta d’iscrizione. La registrazione potrà essere completata presso gli uffici dei servizi veterinari territorialmente competenti che saranno già informati attraverso un “alert” generato in automatico sulla home page dell’Anagrafe Canina. Il certificato definitivo sarà generato dall’Asl, dopo aver provveduto ad elevare le eventuali sanzioni al responsabile della mancata tracciabilità.

“Se il vostro cane non ha il microchip regolarizzatelo subito avete tempo fino a domenica 14 gennaio grazie ad una piccola proroga – dice Amanda Cozza di Qua la Zampa Effe – da lunedì 15 la nuova normativa penalizzerà soprattutto i cani privati senza microchip! “Cosa succede se un privato cittadino trova un randagio? Come spesso accade, impropriamente, privati cittadini portano un cane “randagio” direttamente negli ambulatori pubblici, sperando di ottenere la registrazione, l’eventuale sterilizzazione e la successiva adozione. Ma attenzione così non è. In realtà, secondo il regolamento regionale, il cane portato da un privato, viene sottratto allo stesso.  In tal caso infatti, la procedura prevede la registrazione del cane a nome del sindaco della città in cui il privato cittadino segnala il ritrovamento. Successivamente, il cane viene trasferito al canile sanitario per le prestazioni di primo livello, prima di essere inoltrato al canile pubblico/convenzionato. Il privato cittadino quindi non potrà entrare in possesso del cane randagio, dovrà farne eventualmente successiva richiesta trascorsi 30 giorni, sempre se sappia in quale canile sia stato trasferito e se gli sarà assegnata la custodia. L‘adozione ovviamente non è obbligatoria ne spetta di diritto”.

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