Le Fonderie Pisano rimangono aperte, lo ha deciso il Tribunale del Riesame

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Le Fonderie Pisano restano aperte. I giudici del tribunale del Riesame hanno deciso per il dissequestro dell’impianto produttivo. Nel luglio del 2016 scattarono i sigilli. E la decisione sulla chiusura era tornata sul tavolo del Riesame dopo la pronuncia della Cassazione che, lo scorso settembre accogliendo il ricorso della Procura contro il dissequestro, aveva disposto il rinvio per una nuova pronuncia. Il Tribunale del Riesame ha bocciato dunque il ricorso presentato dalla Procura confermando il dissequestro per l’opificio di via dei Greci.

Perché i giudici hanno deciso in tal senso lo spiegano nelle 31 pagine di ordinanza. Per quanto riguarda l’impatto ambientale e la collocazione dell’insediamento, l’area in cui si trova è nata come industriale e – dicono – è arrivato prima l’insediamento delle Pisano e poi le abitazioni. Quindi non è l’impianto industriale a trovarsi nel centro urbano, semmai è vero il contrario, quindi non sarebbe necessaria la VIA (valutazione impatto ambientale). Secondo i giudici poi non c’è stata nessuna collusione tra pubblico e privato nel rilascio dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale). Non solo. I controlli fatti dall’Arpac nel 2016 attestano “la conformità ai limiti tabellari dei parametri relativi agli scarichi”, da qui “l’insussistenza del periculum”. E ancora, le lamentele dei cittadini, secondo i giudici, sono frutto di valutazioni meramente soggettive in quanto tutte le volte in cui le forze dell’ordine sono intervenute sul posto non sono mai stati riscontrati fumi o odori molesti.

I Pisano esprimono grande soddisfazione per la decisone: “Fiduciosi nell’operato della Magistratura – dichiara il presidente Guido Pisano – continueremo ad avere un atteggiamento collaborativo con tutte le Istituzioni nella piena convinzione che un progetto industriale possa essere sempre migliorato con il dialogo aperto e con un confronto costruttivo, prendendo ancora una volta le distanze da coloro che continuano a denigrarci quotidianamente. Profonderemo ancora il massimo impegno per continuare a svolgere nella nostra terra il nostro lavoro, con l’auspicio che la filiera istituzionale ci permetta di realizzare un nuovo investimento industriale mediante il quale fare ulteriormente crescere la nostra azienda e preservare gli attuali livelli occupazionali”

Rosa Romano

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