L’Asl di Salerno e la Guardia di Finanza insieme per la prevenzione

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La tutela della salute e l’importanza della prevenzione in particolare per contrastare le malattie oncologiche, è un tema su cui anche la Guardia di Finanza di Salerno vuole investire attraverso iniziative di controlli periodici sul personale. Un impegno che ha visto, questa mattina, il Generale Oriol De Luca, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, e il direttore generale della’ASL di Salerno insieme per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato a garantire controlli ed esami continui sul personale delle fiamme gialle che abbiano compiuto i 50 anni di età per la prevenzione di patologie oncologiche in particolare al colon retto.

Le attività di screening, come previsto nell’accordo sottoscritto questa mattina, 13 marzo, presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, prevede che, l’attività diagnostica, venga effettuata sul personale delle fiamme gialle che sia residente in uno dei 158 comuni del salernitano. In questo programma di attività, l’ASL si impegna, per due anni, ad eseguire le analisi ed inviare direttamente i referti sia agli interessati che ai loro medici di base per un riscontro puntuale ed immediato. Una iniziativa proposta dal Generale De Luca che è stata accolta con grande entusiasmo dall’ASL di Salerno e dal Direttore Sosto per la sensibilità dimostrata dalla Guardia di Finanza ad un tema importantissimo come la prevenzione delle malattie oncologiche a cui, l’azienda sanitaria, sta lavorando attraverso iniziative di screening che vengono effettuate nel corso dei mesi su tutto il territorio provinciale. Una iniziativa che si spera possa anche trasformarsi in un messaggio di sensibilizzazione verso tutti i cittadini affinché si sottopongano con frequenza ad attività di controlli preventivi.

“L’odierna sottoscrizione – commentano dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno – rappresenta una sinergia importante tra le due Amministrazioni, con lo scopo di sensibilizzare all’esame diagnostico e consentire agli operatori sanitari di poter intervenire sulla malattia ancor prima che si manifesti a livello clinico”.

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