Inchiesta rifiuti a Salento, 25 anni di silenzio

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A distanza di 1 mese emergono nuovi fatti legati al caso della discarica interrata rinvenuta nelle campagna di Salento in piena area protetta del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni. Secondo quanto denunciato dal quotidiano La Città pare che, dalle carte esaminate dagli inquirenti, sia emerso il coinvolgimento dell’ASL di Salerno che, secondo quanto riportato, avrebbe dato l’ordine nel 1995 di sotterrare i rifiuti presenti nell’area dove sorgeva un allevamento di lombrichi, in località Piana del Comune Salento.

Secondo quanto emerso tra i documenti al vaglio della Procura di Vallo della Lucania, vi è anche una richiesta da parte dell’Asl e rivolta al Comune di Salento, affinché si provvedesse ad emettere ordinanza per chiedere al titolare dell’insediamento in questione di “provvedere a far ricoprire con terreno di riporto da compattare opportunamente, le lettiere e la vasca di raccolta dei rifiuti organici” questo quanto riportato nel documento in questione. Un vicenda che successivamente era stata già sottoposta ad indagini.

Pare infatti sia emersa una relazione dell’autorità giudiziaria operante in quegli anni che aveva chiesto di dissotterrare i rifiuti organici in questione. Ordine che pare sia rimasto inascoltato a cui ha fato seguito solo un silenzio durato 25 anni. Gli inquirenti, diretti dal Procuratore capo della Repubblica di Vallo della Lucania Dott. Antonio Ricci e dal sostituto procuratore Vincenzo Palumbo, ora, però, vogliono vederci chiaro e ricostruire tutto quanto accaduto in questi 25 anni ed accertare ogni possibile responsabilità. Anche perché, nel corso delle operazioni di scavo effettuate lo scorso luglio, erano emersi non soltanto rifiuti organici ma anche bidoni di plastica e fanghi tossici. Certo è che già 25 anni fa, era arrivato l’ordine di bonificare l’area. Ordine che però non è mai stato eseguito.

Anna Maria CAVA

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