Inchiesta Chernobyl, il 5 dicembre riparte il processo presso il Tribunale di Salerno

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Dovrebbe riprendere il prossimo 5 dicembre il processo a carico dei 38 imputati dell’inchiesta Chernobyl che ha visto coinvolti anche alcuni territorio del Vallo di Diano, con sversamenti illeciti di rifiuti tossici. La maxi operazione, le cui indagini sono partite con attenti monitoraggi nel periodo gennaio 2006 – giugno 2007, ha interessato diverse aree delle province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Benevento e Foggia, e nel 2009 ha portato al rinvio a giudizio degli indagati in quanto ritenuti responsabili di associazione atta a commettere una serie indeterminata di delitti concernenti la gestione dei rifiuti . In particolare i capi d’accusa riportati sono di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti ambientali inerenti il traffico illecito di rifiuti speciali, il danneggiamento aggravato, la gestione illecita di rifiuti inquinanti dispersi nell’ambiente, il disastro ambientale, falsi e truffa aggravata ai danni di enti pubblici. La questione dopo un interminabile periodo di stasi, sembra sia tornata alla ribalta e dal prossimo 5 dicembre, potrebbe ripartire il processo la cui competenza, nei primi mesi del 2012, passò al tribunale di Salerno e per il quale si temeva la prescrizione. A dichiarasi parte offesa nel processo sono stati: il comune di Villa Literno; il Comune di San Tammaro; comune di Castelvolturno; Comune di Caivano; le amministrazioni provinciali di Caserta e Napoli; Ministero dell’Ambiente; Regione Campania; Legambiente Campania; WWF Campania; LIPU Campania; Italia Nostra; Coldiretti Campania; Consorzio per la tutela della Mozzarella di Bufala Campana; Associazione Federconsumatori Campania; Adiconsum e Codacons Campania. 
 

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