Il Cicerone di Sala Consilina sceglie #cuoriconnessi per sensibilizzare contro il cyberbullismo

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Nei giorni scorsi gli studenti delle classi 3A-3B-3C-3D ITIS, 3A IPMAT, 3A-3B LICEO, 3A CAT e 3A IPSARS sono stati condotti nel mondo degli adolescenti alle prese con il fenomeno del cyberbullismo, attraverso #cuoriconnessi: un progetto nato dalla collaborazione tra Unieuro e Polizia di Stato per sensibilizzare genitori, insegnanti e ragazzi a un uso consapevole dei device connessi alla rete.

Gli strumenti che #cuoriconnessi usa sono tanti tra cui un canale yt, due docufilm, libri, incontri fisici nei teatri e nelle scuole e incontri virtuali. Agli incontri virtuali, in diretta streaming della durata di 50 minuti, le scuole possono partecipare per approfondire le diverse tematiche legati al web attraverso il racconto delle storie vere di ragazzi e ragazze.

Gli studenti del Cicerone hanno partecipato alla tappa virtuale “Storia di un padre”: Alessandro è un papà che assieme alla moglie ha dovuto supportare in tutto e per tutto un figlio, vittima di crudeli ricatti online e offline. Un percorso complicato e carico di dolore. “Ho raccontato la mia storia – dice Alessandro – per trasferire un concetto importante: recarsi alla Polizia di Stato, quando si è vittime di bullismo o di reati online, non è un ripiego. È la soluzione per tornare a guardare al futuro come una promessa”.

La referente per il bullismo del Cicerone, la prof.ssa Margherita Fortunato, ha scelto #cuoriconnessi perché racconta storie ed esperienze di vita puntando sul dialogo.

“Lo sviluppo tecnologico corre veloce e la pandemia ha addirittura accelerato tale processo. Per questo dobbiamo tenere il passo e assimilare in fretta gli aspetti positivi che ci offre l’universo online trasformandoli in opportunità di studio, di lavoro e di conoscenza dell’altro, imparando allo stesso tempo a riconoscerne le insidie” spiegano da #cuoriconnessi che “è un progetto studiato per dare ad insegnanti, genitori e ai ragazzi gli strumenti per utilizzare la tecnologia in modo più consapevole e corretto, evidenziando i pericoli che si celano dietro l’apparente anonimato del web”.

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