Guidare senza patente ora è un illecito amministrativo, lo ricorda la Cassazione. Campanelli: “Non si risolve così il problema”

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La Cassazione con la sentenza n. 18413/2018 ricorda che guidare senza patente non è più reato bensì un illecito amministrativo. I giudici avevano accolto il ricorso di un automobilista condannato per il reato di cui all’art. 116 del codice della strada alla pena di 2mila euro di ammenda. L’uomo in questione adiva la Suprema Corte contestando la sua responsabilità penale rilevando pure che il trattamento sanzionatorio risultava eccessivo.

“La contravvenzione di cui all’art. 116, comma 13, cod. strada, è stata trasformata in illecito amministrativo ad opera dell’art. 1, comma 1, d.lgs. 15.01.2016, n. 8, entrato in vigore il 6.02.2016”, così la Cassazione. Tale disposizione si applica anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore della stessa. Conseguentemente la sentenza impugnata va annullata senza rinvio, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Una decisione che fa sorgere qualche interrogativo ad associazioni che si occupano proprio di sicurezza stradale come la Life presieduta da Daniele Campanelli: “Questo provvedimento non scrive la parola fine al problema – afferma – soprattutto in caso di recidiva quando cioè il conducente dell’auto è solito guidare senza patente”.

Una questione che apre a tante e possibili alternative per divincolarsi dalla oggettiva responsabilità e richiama al dovere chi ha il tesserino rosa non rinnovato e chi non ha superato l’esame di guida. Oggi infine il trasgressore può essere chiamato a corrispondere un importo variabile da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro, con possibilità di pagamento in misura ridotta della somma pari al minimo edittale e con possibilità di riduzione ulteriore al 30% in caso di pagamento entro 5 giorni dalla notifica o contestazione. Pena doppia invece per i “recidivi della guida senza patente”, puniti con una sanzione penale. Insomma infrangere le regole del Codice della Strada mette in pericolo l’incolumità del trasgressore al volante e quella degli utenti della strada.

Antonella Citro

 

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