“Grotta, briganti e cacio”, all’Università Federico II di Napoli una tesi sulla pera lardara

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La pera lardara oggetto di tesi di laurea all’Università Federico II di Napoli. Da diverso tempo la Regina del Cervati ha attirato l’attenzione degli scienziati per le sue caratteristiche. Ad essere considerata “atipica” è soprattutto la tecnica di conservazione, che avviene in sola acqua, per altro non bollita, e che permette di mantenere il prodotto integro e sano per mesi.

A questo punto è scientificamente provato. È stata Martina Lettera, laureatasi nei giorni scorsi in Scienze e Tecnologie alimentari, guidata dal suo relatore, il microbiologo prof. Gianluigi Mauriello a condurre un’indagine da cui è venuto fuori che la pera lardara può essere classificata come alimento fermentato e un prodotto a basso rischio di intossicazione alimentare.

Il risultato dell’indagine va a puntellare il sapere empirico dei contadini del posto. Per “Grotta Briganti e Cacio”, che ha fatto della valorizzazione dei prodotti e della cultura tipici del territorio ai piedi del Cervati una mission a cui si dedica da anni con passione e impegno, è una grande soddisfazione – affermano – ricevere l’attenzione di scienziati e giovani studiosi. Rappresenta un input ad andare avanti nel lavoro di recupero e divulgazione che si sta facendo in collaborazione con il Comune di Monte San Giacomo come conferma anche il sindaco Raffaele Accetta

Rosa ROMANO

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