Giuseppe De Rosa è l’unico italiano alla Jungle Ultra in Perù

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Alla Jungle Ultra, che parte domani nel Parco Nazionale del Manu in Perù, partecierà il campione salese Giuseppe de Rosa. Si tratta di una tra le ultramaratone più dura al mondo, dura fino al 6 giugno e saranno 5 estenuanti tappe per un totale di 230 km tra le maestose meraviglie della foresta amazzonica.

Solo un mese fa Giuseppe De Rosa ha partecipato alla Highland Ultra Marathon in Scozia, gara di 120 Km in tre tappe, posizionandosi al quinto posto su 34 concorrenti. Ora è in Perù per la gara che parte domani.

“E’ una gara come nessun’altra- dice De Rosa- che mi vede nuovamente unico italiano tra 41 partecipanti. Sarò impegnato in un lungo circuito che si snoda nella foresta pluviale tra sentieri insidiosi, fango e fiumi da attraversare. Una impresa difficile, resa ancor più complicata dal caldo soffocante, dall’umidità e dalle significative variazioni di altitudine che caratterizzano l’area. Sono pronto e determinato – continua De Rosa – so di spingere corpo e mente al limite del possibile, ma il sostegno ed il calore dei miei conterranei mi daranno, ancora una volta, la giusta carica per cercare i primi posti in classifica ed onorare il tricolore”.

La natura incontaminata e impenetrabile della foresta amazzonica fa della Jungle Ultra una delle gare più impegnative e tappa agognata dagli atleti delle corse in autosufficienza  e senza limiti. L’evento sportivo si svolge in cinque giorni tra le bellezze naturali del Parco Nazionale peruviano patrimonio dell’UNESCO. Ogni corridore trasporta in spalla nel proprio zaino forniture mediche, cibo, vestiti e il kit per dormire in amaca. Lungo il percorso sono presenti, ogni 10 km, piccoli rifugi con medici qualificati dove i corridori possono rifornirsi di acqua potabile ed il necessario per la preparazione di pasti liofilizzati.

“So che è una gara difficile – conclude De Rosa – ma le sfide impossibili sono oramai la mia vita. In ogni evento vivo esperienze uniche ed indimenticabili, instauro relazioni con atleti di altre nazionalità, che mi arricchiscono e mi fanno crescere come atleta”.

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