Giovani, dati Istat registrano netto calo dei “neet” negli ultimi 3 anni

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Gli ultimi dati Istat relativi ai giovani sono decisamente confortanti. Negli ultimi 3 anni, infatti, la percentuale di giovani con medio e alto titolo di studio che non studiano e non lavorano si sta riducendo decisamente, passando da un 28,3% registrato all’inizio degli studi ad un sorprendente 21,4%. Meno evidente, invece, è il decremento dei “neet” tra i giovani con al più la scuola secondaria inferiore, dove si è passati dal 23,9% al 23,4%.

Nella nota Istat diffusa nella giornata di ieri, inoltre, si evidenzia come, tra chi ha abbondonato precocemente gli studi nel 2017, meno di un giovane su tre lavora, dato che si è stabilizzato fortemente nell’ultimo triennio. “Tra i giovani che hanno concluso il percorso di istruzione e formazione da non più di tre anni – specifica l’Istituto nazionale di statistica -, il tasso di occupazione nel 2017 si stima al 48,4% per i diplomati e al 62,7% per chi ha un titolo di studio terziario.

Nel 2017, la quota di 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi si ferma al 14% e, per la prima volta dal 2008, il dato non ha registrato un miglioramento rispetto all’anno precedente”. Per quanto riguarda l’abbandono scolastico precoce in Italia, il fenomeno è molto più rilevante tra gli stranieri che tra gli italiani. Ma è proprio tra gli stranieri che, da diversi anni, si registra un netto miglioramento.

“A differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei – dichiara l’Istat -, negli ultimi nove anni, in Italia, la percentuale di stranieri in possesso almeno del titolo secondario superiore si è molto ridotta e al tempo stesso non è aumentata la quota di chi ha un titolo terziario. A conclusione degli studi effettuati, è importante evidenziare come le differenze territoriali negli abbandoni scolastici precoci sono molto forti (18,5% nel Mezzogiorno, 10,7% nel Centro, 11,3% nel Nord) e non accennano affatto a ridursi”.

Federico D’Alessio

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