Ex Tribunale. Nasce il comitato dei tribunali soppressi

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A distanza di oltre 4 anni dalla soppressione dei tribunali minori per effetto della riforma della Geografia Giudiziaria 32 comuni sedi di presidi soppressi, continuano la battaglia. Ieri a Roma presso lo studio dell’Avvocato Galletti un nuovo incontro tra i comuni che hanno aderito alla lotta avviata dal comune di Mistretta. Tra i presenti anche Sala Consilina con l’assessore Gelsomina Lombardi e i rappresentanti del Comune di Melfi. Nell’incontro di ieri è emersa l’impossibilità a presentare il ricorso alla Corte Europea per il sopravvenuto decorso dei termini. Sono state però annunciate nuove azioni presso il Ministro della Giustizia e presso la Corte di Giustizia Europea. Si partirà con la costituzione di un comitato che metta insieme i comuni sedi di tribunali soppressi a difesa dei presidi. Con il supporto del Consiglio Nazionale Forense il comitato si presenterà al Ministero della Giustizia per evidenziare come si sia registrata un peggioramento nella macchina della giustizia a seguito della riforma collegandosi alla legge Pinto che valuta l’efficienza di un tribunale in base allo smaltimento delle cause in tre anni.

Dai dati del Ministero della Giustizia, infatti, si registra un rallentamento notevolmente le attività sia per il carico di lavoro che per il mancato adeguamento della pianta organica. Visti i risultati, quindi, e decorsi tre anni dall’entrata in vigore della Riforma, è possibile ora intervenire con decreti correttivi avendo accertata la non fruttuosità della riforma come l’efficientamento della giustizia, visto l’allungamento ad oltre un decennio delle cause portando anche a casi di prescrizione, e il risparmio economico provocando invece un aumento dei costi della giustizia. Coinvolgendo poi la VI commissione del Ministero della Giustizia si punta a dimostrare che la riforma ha provocato un peggioramento della fruizione da parte dei cittadini nella giustizia. All’attenzione della corte europea si porteranno i casi di cittadini per chiedere il risarcimento a causa della pendenza dei processi dovuti alla riforma.

Altra ipotesi la costituzione di sedi distaccate come previsto anche dalla legge 155 all’art. 4 sulla giustizia di prossimità con la presenza di presidi giudiziari all’interno del tribunale soppresso. “Le speranze – sottolinea l’assessore Gelsomina Lombardi – restano comunque risicate. Noi comunque non ci arrendiamo viste anche le anomalie che si sono registrate nell’applicazione della riforma. Ognuno dei comuni presenti, rappresenta un caso anomalo che, visti anche i dati non smentibili del ministero della Giustizia, ha visto i suoi cittadini subire un danno dalla giustizia. Contiamo pertanto- conclude l’assessore Lombardi – attraverso la costituzione del comitato entro il 5 marzo, ad ottenere i necessari decreti correttivi”

Anna Maria Cava

 

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