Ex Tribunale di Sala Consilina, contratto di governo pro rivisitazione della riforma della geografia giudiziaria

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Il contratto di Governo frutto degli accordi tra Lega e Movimento 5 stelle e che in questi giorni sta circolando in rete in attesa di conoscere il nome del presidente del consiglio, fa molto discutere vista la complessità dei punti. All’attenzione dei media, però vi è solo una piccola parte ed alcuni punti ad essere valutati e sottoposti al giudizio delle diverse parti politiche. Vi è però un punto in particolare che tocca molto da vicino il Vallo di Diano ed in particolare la giustizia che, ancora oggi, soffre della perdita del Tribunale di Sala Consilina, avvenuta nel settembre del 2013 quando è entrata in vigore la riforma del Governo Monti decisa dal Ministro Severino nel 2012, accorpato al tribunale di Lagonegro, fuori Provincia, fuori Regione e fuori Corte d’Appello, in barba a quanto stabilito dal disegno di legge.

Nel capitolo dedicato alla Giustizia e al programma di Lega e Movimento 5 Stelle che intendono rendere più rapido ed efficiente il ricorso alla giustizia c’è un chiaro ed inequivocabile riferimento alla riforma della Geografia Giudiziaria che condannò nel 2012 il Tribunale di Sala Consilina alla soppressione. Sin dalle prime righe della sezione si legge “Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria – modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni – con l’obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino a cittadini ed imprese”. Si riapre quindi uno spiraglio concreto sulla vicenda riapertura del Tribunale di Sala Consilina che per gran parte dei rappresentanti istituzionali del territorio che ritenevano esaurite tutte le speranze. Parte invece ora direttamente dal probabile futuro Governo la volontà di rivedere la riforma che, nei precedenti governi guidati da Monti, Letta e Renzie, chiamati a ridisegnare la geografia giudiziaria come da disegno di legge, è invece venuta a mancare nonostante evidenti discrepanze e nonostante il mancato ottenimento dei risparmi e dell’efficienza della macchina giudiziaria preventivati ma, piuttosto con un aggravamento in termini di ricorso alla giustizia e di celerità così come di spesa pubblica.

Anna Maria Cava

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