Ergon. Al via le procedure per 46 licenziamenti

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Era stato annunciato alcuni giorni fa dal commissario liquidatore Fabio Condemi durante l’incontro con i dipendenti nella sede della Ergon presso la zona industriale di Polla. Così è stato. Sono state avviate le procedure per il licenziamento collettivo di 46 dipendenti. I lavoratori, che da mesi non ricevono lo stipendio, nel settembre 2016 hanno chiesto l’aspettativa non retribuita per partecipare ad alcuni corsi di riqualificazione professionale indetti dalla Regione. Corsi necessari al successivo inserimento dei lavorati negli Ato (ambiti territoriali ottimali) che andranno a costituirsi. Tra ottobre 2017 e gennaio 2018 hanno partecipato a un altro progetto della Regione. Chiusa questa fase, ed è storia recente, i dipendenti si sono recati a lavoro ma hanno trovato i cancelli chiusi. L’incontro con il commissario Condemi ha chiarito ulteriormente la situazione qualora ce ne fosse ancora bisogno: non vi sono possibilità che l’azienda riprendi la propria attività lavorativa e quindi ci sono esuberi. I lavoratori licenziati dovranno essere assorbiti dagli Ato ma “scelte e i tempi di ricollocamento non dipendono dalla Ergon ma dalla Regione perché sono loro che gestiranno il servizio”. Il commissario Condemi, riferendosi agli arretrati dei lavoratori, era stato chiaro lo scorso 19 gennaio: “La Ergon sta cercando di recuperare i crediti dai comuni, ci sono in corso le azioni giudiziarie al termine delle quali vedremo le somme che sono state recuperate per procedere alla liquidazione e a pagare le debitorie” che tradotto vuol dire: quando i comuni pagheranno gli arretrati l’azienda potrà saldare anche i propri dipendenti. Per accelerare queste operazione il ministero ha nominato dei commissari ad acta per valutare, Comune per Comune, il contenzioso con l’azienda e definire l’entità del credito maturato. Poi i commissari entro sessanta giorni dovranno rispondere ai quesiti del ministero e successivamente si procederà con i decreti ingiuntivi per cercare di recuperare il denaro dai debitori. In tutta questa situazione c’è anche il caso di un dipendente che nei giorni scorsi ha diffidato per la Ergon perché “in maniera del tutto arbitraria e ingiustificabile” gli viene impedito di lavorare e ha avanzato una richiesta di risarcimento danni a causa di tale comportamento. 

Giuseppe Opromolla

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