Dossier Comuni Ricicloni: il Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni tra le aree più virtuose

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Legambiente ha presentato a Benevento il dossier Comuni Ricicloni 2023 Campania, la fotografia sulla raccolta differenziata elaborando i dati dell’Osservatorio regionale dei rifiuti.

Una raccolta differenziata che si muove a passi di tartaruga, con estrema lentezza. La percentuale di raccolta differenziata nel 2022 si attesta al 55,6% (solo +1% rispetto all’anno precedente). Aumentano i Comuni Rifiuti Free della Campania, pari nel 2022 a 106, + 4,95% rispetto al 2021. Cresce, di poco, il numero dei Comuni ricicloni in Campania, che si attesta a 318, con un incremento di 1,27% rispetto al 2021. Le Province di Salerno e Benevento le più virtuose.

Sono 106 i Comuni Free di Legambiente quelli dove la raccolta differenziata è di almeno 65% e dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 kg di secco residuo all’anno, ossia di rifiuti indifferenziati avviati allo smaltimento. La Provincia più virtuosa per i Comuni Free spetta a Salerno con il 38% dei comuni sul totale (sono 40), segue la Provincia di Benevento. Più distaccate le Province di Avellino e Caserta.

Tra i comuni sotto i 5.000 abitanti in Provincia di Salerno il Comune più virtuoso è San Gregorio Magno. Per i comuni tra i 5000 e 15.000 è Olevano sul Tusciano. Per i comuni oltre i 15mila abitanti è Baronissi.

Sono 318 i comuni ricicloni che, nel 2022, hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata, con un incremento del 1,27 % rispetto allo scorso anno. Nella classifica generale tra i capoluoghi di provincia, Avellino, Benevento e Salerno hanno performance superiori alla media regionale, mentre Napoli è in ritardo con il 40,42% sebbene in crescita negli ultimi anni.

Tra i parchi nazionali, l’aggregato degli 80 comuni del parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con il 69,3% di raccolta differenziata risulta essere l’unica area che raggiunge e supera il 65% di raccolta differenziata e in cui 28 comuni, il 35%, sono Rifiuti Free, quindi che non solo raggiungono o superano il valore del 65% della raccolta differenziata ma che producono anche meno di 75 kg di indifferenziato pro-capite all’anno.

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