Dissesto idrogeologico, finanziati alla Comunità Montana Vallo di Diano tre progetti

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La Comunità Montana “Vallo di Diano” si è vista finanziare ben 3 progetti, dal Ministero dell’Interno, per interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Un importo significativo di 1.054.298,46euro – commenta il presidente Raffaele Accetta –  che va ad aggiungersi a quello già ottenuto, qualche tempo fa, dalla Regione di 563.325,00euro sempre per la stessa finalità.

Con il finanziamento regionale, si stanno completando le progettazioni del Vallone Levata a Sala Consilina, del Torrente Fabbricato a Padula, del Vallone Barbanterra a Montesano S/M e del Vallone Acquabianca a Casalbuono.

I tre finanziamenti ottenuti ora saranno utilizzati invece per completare la progettazione sia lungo i versanti orientali che occidentali. 411mila euro serviranno per la mitigazione del dissesto idrogeologico del versante occidentale che ricade nei Comuni di Monte San Giacomo e Sassano; altri 411mila euro serviranno per il versante occidentale tra San Pietro al Tanagro, Sant’Arsenio, Teggiano e San Rufo; e con 232mila euro si interverrà sul versante orientale tra Polla e Atena Lucana.

Mettere in sicurezza tali aree è diventatà una priorità assoluta e questo va fatto con interventi pianificati e progettazioni mirate e di ampio respiro, come quelle finanziate – commenta il presidente Accetta – Vanno rimosse criticità ambientali, interferenze ai regolari deflussi canalizzati e va ripristinata la funzionalità idraulica della rete idrografica. Passare da una logica emergenziale ad un piano strutturato di prevenzione del rischio idrogeologico è uno degli obiettivi primari che la Comunità Montana si pone. Il Vallo di Diano tutto – spiega Accetta – per le caratteristiche geomorfologiche e per il significativo incremento (a partire dagli anni ’50) delle aree urbanizzate e delle infrastrutture di comunicazione, è un comprensorio ad elevato rischio idrogeologico. L’attenzione con l’iniziativa progettuale intrapresa – sottolinea il presidente – è rivolta ai c.d. conoidi antropizzati. Si tratta di contesti territoriali particolarmente vulnerabili perché fortemente esposti ai pericoli di allagamenti, frane, colate detritiche e fangose che sistematicamente si verificano in concomitanza di eventi piovosi anche non del tutto eccezionali. Se non si interviene, la situazione in tali aree è destinata col tempo solo a peggiorare sia perché l’eccezionalità degli eventi temporaleschi è diventata oramai la norma sia perché non si notano inversioni di tendenza nella progressiva urbanizzazione, nell’abbandono delle attività agricole e nella scarsa manutenzione del territorio”.

Rosa ROMANO

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