DIA: Vallo di Diano zona d’interesse per sodalizi criminali di diversa matrice

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Secondo la relazione semestrale (gennaio – giugno 2017) del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) “il Vallo Di Diano si conferma zona d’interesse per sodalizi criminali di diversa matrice, essendo posto a cerniera tra l’alta Calabria, la Campania e la Basilicata. Nel comprensorio sono operativi due gruppi criminali che mantengono rapporti di collaborazione con i clan dell’alto Tirreno cosentino e con sodalizi napoletani, autofinanziandosi con usura, estorsioni, traffico di armi e di stupefacenti”. Più in generale il territorio della provincia di Salerno è caratterizzato dalla “contestuale presenza di organizzazioni di tipo camorristico con genesi e matrici criminali diverse, il che rende difficilmente praticabile una lettura unitaria del fenomeno, che pertanto nella relazione viene analizzato alla luce della sensibile diversità (geografica, storica, culturale, economica e sociale) che connota le diverse zone del salernitano. Sempre sul piano generale, pur non registrandosi significativi cambiamenti rispetto ai semestri precedenti, le organizzazioni criminose di maggiore spessore e di più datato radicamento hanno sviluppato, accanto agli affari illeciti “tradizionali” (traffico di stupefacenti in primis), sempre più incisive tecniche di penetrazione nel tessuto socio-economico, politico e imprenditoriale locale. Si tratta di un’interferenza finalizzata a controllare alcuni settori nevralgici dell’economia provinciale (costruzione di opere pubbliche, forniture di servizi, gestione dei servizi per l’ambiente) anche attraverso il condizionamento degli Enti territoriali locali”.  La D.I.A. con la “Relazione semestrale” è chiamata ad informare la collettività, sin dai primi anni ’90, sull’andamento del fenomeno mafioso e sui risultati conseguiti. Un contributo essenzialmente conoscitivo maturato nella consapevolezza che la mafia è un fenomeno complesso di difficile lettura, che va innanzitutto ben compreso, poi interpretato e quindi contrastato.

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