Consiglio di Stato. Nuovo stop ai direttori stranieri dei musei. L’adunanza plenaria chiarirà la questione

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“Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato, quest’ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all’adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?», s’interroga piccato il ministro dei beni e attività culturali Dario Franceschini che ha affida ai social il suo sfogo post sentenza del consiglio di stato che accoglie il ricorso presentato contro la nomina del direttore del Palazzo Ducale di Mantova, l’austriaco Peter Assmann. Il pomo della discordia è semplice: alla procedura di selezione potevano partecipare tutti i cittadini di uno stato membro dell’UE che non fossero italiani? Secondo il bando del Mibact del 7 gennaio 2015 si mentre il Tar Lazio il 25 maggio 2017 invece aveva stabilito il contrario. Ieri la VI sezione del Consiglio di Stato, che aveva dato il via libera alla selezione pubblica internazionale per il direttore del parco archeologico del Colosseo, ha rimandato ogni decisione all’assemblea plenaria la quale dovrà, come si suol dire, “dettar legge” in quanto chiamata a risolvere una questione sulla quale, come sostenuto dalla VI sezione vi “un contrasto giurisprudenziale”. La decisione che arriverà da Palazzo Spada potrebbe avere ripercussione anche su due direttori campani il francese Sylvain Bellenger e il tedesco Gabriel Zuchtriegel. Il primo, che guida a Napoli il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il secondo che ha 37 anni e dall’agosto 2015 dirige il parco archeologico di Paestum. Zuchtriegel al “Il Mattino” ha dichiarato: “Colgo una preoccupazione del Consiglio di Stato, che ha l’intento di andare fino in fondo alla questione. Questo può farci sperare che questa situazione ingarbugliata possa essere chiarita una volta per tutte. Quanto al dibattito sui direttori stranieri oggi non ha senso. Ci sono tantissimi italiani che lavorano benissimo in Italia e all’estero. Se i direttori dei musei, i direttori d’orchestra, i professori universitari, i ricercatori lavorassero soltanto nei loro Paesi di origine, si avrebbe un impoverimento per tutti”. 

Federico D’Alessio

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