Comunita’ montana, manca ancora l’accordo sui nomi. Dal Psi la richiesta del rispetto della parita’ di genere

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Sembra tutto ancora da decidere per la presidenza e la nomina dei componenti la giunta della Comunità Montana Vallo di Diano. L’incontro di sabato scorso non ha portato i frutti sperati ma, secondo quanto emerge, pare che siano 4 i nomi dei candidati alla carica di presidente dell’ente montano, al momento rimasta vacante. I nomi che emergono sarebbero: Attilio Romano, sindaco di Casalbuono, Michele Caggiano sindaco di Teggiano, Domenico Barba sindaco di Pertosa e Vittorio Esposito sindaco di Sanza che, attualmente ricopre l’incarico di presidente del Consorzio Sociale Piano di Zona S10 e, dunque, qualora fosse lui il nome prescelto per succedere a Francesco Cavallone, dovrebbe lasciare la presidenza del Consorzio e, si aprirebbe, quindi un nuovo tavolo di discussione per la carica di presidente dell’ente consortile. Giorni dunque frenetici questi ultimi post elezioni amministrative che hanno anche ridefinito gli equilibri all’interno dei diversi organi comprensoriali.

La speranza è che si possa individuare un nome che possa raccogliere il consenso di tutti i sindaci al fine di evitare spaccature in un momento delicato della storia del Vallo di Diano. Un nome che sia legato ad un programma chiaro per l’attività che l’ente montano sarà chiamato a svolgere, concretizzandone idee e progetti. Al momento pare che la piena condivisione su un nome non ci sia e, peraltro, pare che si registrino anche avanzamenti di pretese da parte di alcuni esponenti che fanno capo a partiti non del PD. La conta, però, parla di una netta maggioranza di sindaci del PD, ossia 10 su 15 che, secondo quanto emerge, pare si riuniranno nei prossimi giorni per un confronto partitico sul tema.

Intanto dal PSI Vallo di Diano arriva una richiesta specifica sulla composizione della giunta, ossia il rispetto della parità di genere. Il segretario del Centro Zona Psi Domenico Quaranta e il Coordinatore Conantonio D’Elia, in una nota, chiedono esplicitamente che, al di là dell’applicazione di logiche partitiche, non venga però sacrificato il principio irrinunciabile di civiltà e democrazia quale è il rispetto della parità di genere.

“Già troppe volte – scrivono nella nota a firma di Quaranta e D’Elia – il principio di parità di genere è stato in non sparuti casi, anche recenti, sacrificato in nome di non ben comprensibili logiche politiche. Lungi dall’essere considerato un mero corollario del principio di uguaglianza, il rispetto di tale principio deve innervarsi con efficacia ed avere piena e concreta ricaduta sulla composizione degli organi sovracomunali. La politica – continuano ancora dal Centro di Zona PSI – deve essere rispettosa delle regole , regole che essa stessa si è data. Rimaniamo fiduciosi sull’applicazione del principio in ogni tavolo di discussione che si è aperto o si aprirà per la condivisione degli esecutivi. Tale indirizzo – conclude la nota – non potrà che rendere onore ai protagonisti delle scelte e rendere giustizia ad un principio, frutto di conquista e di civiltà”.

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