Cinema e turismo, la valorizzazione del settore turistico partendo dal cinema e dalla fiction

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La realizzazione del Docufilm presentato ieri a Roma, è frutto di un lavoro congiunto che ha visto in campo oltre alla Fondazione Monte Pruno, anche la BCC Monte Pruno che, da sempre, investe sul territorio parte delle risorse che provengono dal territorio, e da DILIVEMedia che collaborano in diversi progetti ormai da anni, grazie ad un importante complicità che si è instaurata tra il direttore Albanese e il direttore di DiLive Media Manager Roberto Vargiu. Un lavoro complicato anche per la difficoltà di dover condensare in poco più di 40 minuti le meravigliose riprese realizzate nel corso dei lavori di produzione del Docufilm, dovendo anche rinunciare a spezzoni importanti che raccontano le bellezze presenti nell’area Parco oltre che rendere difficile anche la scelta dei luoghi da raccontare nel docufilm. Un aspetto, questo, raccontato da Roberto Vargiu

Il risultato del lavoro  si è rivelato molto affascinante e particolarmente apprezzato, tanto che, gli stessi attori, Simone Montedoro e Bianca Nappi, sono rimasti affascinati dall’area a loro sconosciuta e, nel corso dell’evento di presentazione, così come dichiarato dal presidente della Fondazione Michele Albanese, saranno pronti ad essere parte del progetto, nel momento in cui si deciderà di ripetere l’esperienza per raccontare altri meravigliosi luoghi dell’area. Un progetto che, come sottolineato dall’attore Simone Montedoro, può essere sicuramente di grande slancio per lo sviluppo turistico dell’area. L’esperienza vissuta durante le riprese di Don Matteo, come spiega l’attore, è stata utilissima per il rilancio turistico dei centri raccontati nella fiction. Nulla vieta dunque di poter ripetere la stessa esperienza anche con il Cilento

Alla presentazione del Docufilm hanno partecipato in tanti, a partire da Gisella Macchiaroli che, presso il suo castello, ha ospitato alcune riprese del film, passando per il Presidente del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni Giuseppe Coccorullo, oltre che alcuni dei sindaci dei luoghi raccontati nel docufilm.

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