Centola, una ex cava adibita a discarica. I carabinieri del parco sequestrano un’area di 1000 mq. Denuncia per i titolare

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Una ex cava dismessa è stata individuata e posta sotto sequestro dai carabinieri, nei giorni scorsi, in quanto, al suo interno, erano stati rinvenuti rifiuti provenienti da scarti edili non riconducibili alla cava stessa che, peraltro, pare sia inattiva ormai da decenni. Ad operare i Carabinieri del Nucleo Parco di Pisciotta, insieme ai militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni, della Stazione di Vallo della Lucania che, a seguito del rinvenimento del materiale, hanno disposto il sequestro preventivo di iniziativa per l’intera area che presenta una estensione di circa 1000 mq, peraltro sita in zona paesaggistica protetta, essendo ubicata in prossimità della località Marinella della frazione di Palinuro di Centola, in zona posta sulla sponda destra idrografica del fiume Lambro.

All’interno dell’area era inoltre presente anche un escavatore caterpillar che è stato, altresì, sottoposto a sequestro. Il provvedimento si è reso necessario anche in considerazione del valore dell’area che è stata classificata come riserva orientata B1 dell’area Parco oltre che zona di conservazione integrale del piano territoriale paesistico Cilento costiero e zona parco archeologico per quanto attiene la destinazione urbanistica. I militari, nel corso dei controlli, hanno rinvenuto, all’interno della cava dismessa, materiale di provenienza esterna al sito, costituito da terreno frammisto a scarti edili, modificando di conseguenza la fisionomia naturale dei luoghi sia dal punto di vista geomorfologico che ambientale. Inoltre, tramite l’escavatore, il materiale veniva prelevato ed utilizzato in altri siti, il tutto senza alcuna autorizzazione. Immediate sono scattate anche le sanzioni per le persone ritenute responsabili dell’attività non autorizzata di gestione dei rifiuti, con il deferimento all’autorità giudiziaria.

In particolare per loro è scattata la denuncia per i reati contro il patrimonio paesaggistico e ambientale anche perché, l’area in questione, è gravata da importanti vincoli di pregio.  Inoltre, proprio nell’area sottoposta a sequestro, è stata rilevata la presenza di diversi nidi di “gruccione comune”, specie di volatile protetta che predilige proprio le zone umide, come bassi corsi di fiume e simili, nidificando nel periodo tra fine aprile e maggio per ripartire ad agosto. Al fine di evitare, pertanto, il protrarsi dell’attività delittuosa in ordine alla gestione illecita di rifiuti e tutelare la nidificazione di una specie particolarmente protetta, ancor più in periodo ormai prossimo alla ripartenza migratoria, veniva eseguito il sequestro preventivo di tutta l’area.

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