Cambiamenti climatici, Coldiretti: a rischio gli alimenti della dieta mediterranea

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I cambiamenti climatici tagliano i raccolti e mettono a rischio gli alimenti base della dieta mediterranea con riduzioni che vanno dal 12% per il vino al 30% per le pesche e nettarine ma anche la produzione dell’olio extravergine nazionale è stimata in circa 290mila tonnellate, ben al di sotto della media dell’ultimo quadriennio. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nel giorno di San Martino, l’11 novembre, che è la Giornata nazionale del Ringraziamento: la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia, con la CEI, per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori.

Un appuntamento che cade nel giorno della fine dell’annata agraria che chiude tradizionalmente il bilancio di un anno di lavoro nelle campagne e che viene ricordato dagli agricoltori della Coldiretti con centinaia di iniziative lungo tutta la Penisola. Quest’anno la 73° Giornata nazionale del Ringraziamento in Campania è stata celebrata nella cornice dell’Abbazia di Montevergine con centinaia di soci Coldiretti da tutte le province. Dopo la Santa Messa, come da tradizione, c’è stata la benedizione delle macchine agricole

Il 2023 si classifica fino ad ora in Italia al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1800 con una temperatura superiore di 1,05 gradi la media storica, un’annata nera per l’agricoltura italiana con danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, superano i 6 miliardi a causa dei cambiamenti climatici con un taglio del 15% della produzione di riso mentre il calo per la frutta arriva al 60% per le ciliegie e al 63% delle pere, secondo le analisi della Coldiretti che evidenzia il forte ridimensionamento anche nelle colture autunnali come le zucche in calo del 20% o le castagne praticamente dimezzate. Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti come dimostrano l’alluvione in Romagna e in Toscana.

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