Buonabitacolo, il Comune presenta ricorso contro decreto ingiuntivo

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Il comune di Buonabitacolo presenta appello contro la decisione del Tribunale di Lagonegro per l’immediato esecutività del decreto ingiuntivo contro l’ente amministrato da Giancarlo Guercio da parte della ditta IDROSUD per un importo di oltre 40 mila euro. L’amministrazione comunale buonabitacolese non ci sta e, con delibera di giunta, approva il ricorso in appello affidando l’incarico all’Avvocato Gianna Pina Benvenga nella certezza che sussistono una molteplicità di motivi affinché l’appello possa essere accolto.

“Ma – spiega il vice sindaco Enza Basile – laddove dovesse paventarsi l’ipotesi di condanna da parte dell’ente, siamo pronti ad agire in regresso nei confronti del causante il debito”.

La vicenda si riferisce a lavori effettuati negli anni 2013/2014 sull’impianto di depurazione e su altre opere sempre legate al miglioramento della funzionalità dell’impianto. Secondo quanto emerge pare che, la ditta ricorrente, abbia richiesto il pagamento di una somma di interessi derivanti dal mancato pagamento secondo i tempi di quanto dovuto. Un pagamento che, l’ente comunale, afferma di aver effettuato nei tempi stabiliti ed in base all’arrivo dei fondi. Infatti, i lavori sull’impianto di depurazione, erano stati realizzati avvalendosi di fondi regionali, con il pagamento alla ditta avvenuto rispettando i tempi importi all’ente comunale. Da qui, parte quindi il ricorso contro la sentenza n. 25 del 2020 con il quale il tribunale di Lagonegro rigettava l’opposizione proposta dal Comune nei confronti del decreto ingiuntivo della ditta Idrosud dell’ottobre 2016, dichiarandolo esecutivo.

“Sono stati evidenziati molteplici motivi di gravame per l’appello – spiega il vicesindaco Enza Basile – tra questi anche al violazione e la falsa applicazione del Decreto Legislativo 231/2002. Inoltre, abbiamo anche avanzato richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. Abbiamo agito – sottolinea la vicesindaco di Buoanbitacolo  – sempre nell’interesse dell’ente e quindi della comunità, ed è su questa strada che si continuerà a procedere. Siamo pronti – assicura in conclusione – in caso di condanna, ad agire in regresso nei confronti di chi ha causato il verificarsi del debito”.

Anna Maria CAVA

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