Battipaglia, emissione di fatture false per indebito ottenimento di vantaggi fiscali: la GdF sequestra 4,6 mln di euro

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Emissione di fatture false per un totale di 11 milioni di euro finalizzati alla indebita compensazione di crediti d’imposta. La Guardia di Finanza di Salerno, nella giornata di ieri, 11 novembre, ha dato seguito ad un provvedimento di sequestro preventivo per un importo totale di 4, 6 milioni di euro, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno su disposizione della locale Procura, a carico di società salernitane ritenute coinvolte in un articolato sistema di frode fiscale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno ed eseguite dai finanzieri della Compagnia di Battipaglia, hanno consentito di ricostruire un meccanismo fraudolento fondato sull’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti tra società riconducibili allo stesso gruppo familiare, create al solo fine di generare indebiti vantaggi fiscali e di conseguire illecitamente contributi pubblici regionali e statali. Le attività investigative hanno consentito di accertare l’emissione e l’utilizzo di fatture per un ammontare complessivo superiore a 11 milioni di euro, connessi a violazioni tributarie e finanziarie di particolare rilievo, tra cui il mancato versamento dell’IVA dovuta, l’indebita compensazione di crediti d’imposta e la percezione illecita di contributi pubblici relativi a progetti cofinanziati dal POR Campania FESR 2014-2020 e altri programmi agevolati. In virtù, dunque, di quanto emerso durante le attività investigative che hanno portato ad accertare tali condotte, sette persone fisiche e sei società sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento d’imposte, indebita compensazione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. A seguito dell’attività condotta dalle fiamme gialle, dunque, è stato disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, crediti e valori aziendali per un importo complessivo di oltre 4,6 milioni di euro in quanto ritenuto profitto illecito dei reati contestati. Il provvedimento cautelare è suscettibile di impugnazione e, pertanto, le accuse così come formulate saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle successive fasi del procedimento.

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