Aree Interne, nel Cilento si è insediato il Tavolo permanente contro lo spopolamento

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Si è insediato nel Cilento il Laboratorio Permanente di conoscenza e analisi sul fenomeno dello spopolamento. Gli allarmanti dati sul fenomeno, tratti dal Piano Pluriennale Sviluppo Socio Economico 2022 della Comunità Montana Gelbison Cervati e della Strategia dell’area del Cilento interno, raccontano un’accelerazione dello spopolamento negli ultimi 7 anni con un aumento della popolazione over 65.

La Comunità Montana Gelbison Cervati, su proposta di Domenico Nicoletti, ha organizzato un Tavolo sullo spopolamento con il contributo del ricercatore Filippo Tantillo.

Era un primo incontro di presentazione a cui sono state chiamate a dialogare varie figure. La significativa e competente platea di giovani e associazioni presenti – dicono dalla Comunità Montana – ha dato un segnale anche alle rappresentanze istituzionali presenti: c’erano i sindaci del territorio cilentano, la Regione Campania con il presidente della Commissione Aree Interne Michele Cammarano, la provincia di Salerno con il vicepresidente Giovanni Guzzo, il commissario del Parco Marcello Feola.

Partendo dalla consapevolezza che le aree interne rappresentano un’opportunità, da studiare e da esplorare, l’obiettivo era aprire un confronto tra le componenti istituzionali e di cittadinanza attiva per avviare un’analisi delle problematiche. La richiesta di istituzionalizzare il Tavolo e renderlo asse portante di un nuovo percorso verso la riprogrammazione e l’ampliamento delle Aree Interne del Cilento sono stati i temi affrontati l’altra sera a Vallo della Lucania. Il Tavolo, istituito, non aveva lo scopo di trovare colpevoli ma porre le basi per avere un punto di riferimento per analizzare il fenomeno e trovare soluzioni precise.

Si proseguirà con incontri tematici su quanto emerso nella discussione partendo dal fatto che la perdita di popolazione – dicono gli organizzatori – sembra esser frutto più della mancanza dei servizi essenziali che dal mancato sviluppo economico in un’area dove sono stati riversati numerosi finanziamenti evidentemente mal gestiti in passato.

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