Amalfi, viene restituita oggi la statua lignea della “Madonna del Carmine” rubata nel 2014

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Bar e pasticcerie nel cuore del centro storico di Roma gestite da clan mafiosi palermitani. E' quanto accertato dai carabinieri del Ros nell'operazione, coordinata dalla Dda di Roma, che ha portato all'emissione di una ordinanza cautelare nei confronti di 11 persone, 15 gennaio 2021. In particolare i gruppi mafiosi hanno, negli anni, riciclato nella ristorazione ingenti somme di denaro per aprire locali nella zona di Testaccio e Trastevere. Le accuse sono di trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, reati commessi per agevolare l'associazione mafiosa "Cosa Nostra". ANSA/ ROS CARABINIERI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Viene restituita alla comunità Parrocchiale di Amalfi, oggi dalle 15, nella Cattedrale del Duomo, un’antica statua lignea effigiante la “Madonna del Carmine” risalente al XVIII secolo, trafugata il 25 agosto 2014 dalla Chiesa S Maria de1 Pino. Dopo circa nove anni di ricerca, l’antica scultura della Madonna è stata individuata online sulla pagina Instagram di un account riferibile ad un antiquario olandese.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, grazie anche alla preziosa cooperazione del magistrato italiano di collegamento presso Eurojust, ha permesso ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, con la collaborazione della Polizia del dipartimento de1l’International Legal Assistance Centre East, di recuperare l’antica scultura riportandola finalmente ad Amalfi.

L’attività investigativa ha permesso di accertare l’illecita esportazione della scultura della “Madonna” acquistata presso un mercato di antiquari in Arezzo, celata in un trolley da viaggio e portata fino in Olanda, in una cittadina a pochi chilometri da Amsterdam.

Di fondamentale importanza si è rivelata la consultazione da parte dei Carabinieri della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando Tutela Patrimonio Culturale, la più grande del mondo con oltre 1.3 milioni di files relativi a beni da ricercare.

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