Agropoli, ospedale ridimensionato: via il reparto covid per far posto a medicina generale

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A partire dal 24 aprile il reparto covid dell’Ospedale di Agropoli cesserà la sua attività per far posto ad un reparto di medicina generale. Si procederà quindi alla dismissione dei 12 posti letto Covid rimasti ma non sarà possibile garantire le urgenze.

Con la fine del periodo pandemico l’Asl ha ritenuto opportuno riorganizzare la struttura e sono stati riattivati 20 stalli in medicina generale ma “solo con ricoveri programmati e senza patologie urgenti”. La riorganizzazione, che era nell’aria, porterà ad un ridimensionamento. Il ricovero in medicina infatti – precisano dall’Asl “è riservato esclusivamente a patologie non urgenti, ovvero a pazienti senza compromissioni delle funzioni vitali e pertanto avverrà esclusivamente con procedura programmata. L’attività assistenziale infermieristica sarà garantita da 13 unità coadiuvate da 6 OSS, sarà assicurata una guardia medica attiva dalle 8 alle 20 mentre per il turno di notte, di domenica e festivi l’assistenza medica sarà garantita dai sanitari in servizio presso il punto di primo intervento” che non è un pronto soccorso.

Sulla vicenda è intervenuto l’ex Sindaco di Agropoli Adamo Coppola.

“Chiusa la fase Covid – ha commentato – l’ospedale di Agropoli rimane nuovamente ridimensionato. Non è accettabile la smobilitazione quasi totale di medici e infermieri! Praticamente non ci sono più servizi, né può bastare un reparto di medicina che può trattare solo casi non urgenti, con una guardia medica operativa solo di giorno e senza neanche un’ambulanza che fa base in città! Se capita una urgenza l’ambulanza deve partire da Vallo della Lucania e quindi non è più garantito neanche un pronto intervento rapido!! Agropoli è stata abbandonata a poche settimane dalla stagione estiva nel silenzio assordante della politica che governa Comune, Provincia e Regione. Non erano queste le promesse che ci erano state fatte. L’attivazione del reparto covid e l’investimento fatto durante l’emergenza dalla Regione, dopo la fase pandemica avrebbero dovuto assicurarci un ospedale vero e proprio”.

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