Aggressione alunno, i commenti di condanna al gesto del docente

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Continuano i commenti sul caso che si è registrato nei giorni scorsi a Teggiano presso l’istituto d’istruzione superiore dove un docente ha aggredito l’alunno che non voleva indossare la mascherina. A manifestare solidarietà all’alunno la Commissione Pari Opportunità di Sala Consilina che, attraverso la presidente Rosa Mega esprime rammarico per quanto accaduto nell’istituto superiore teggianese.

“Un gesto – dichiarano dalla commissione – che è un atto di violenza sic et sempliceter e come tale deve essere giudicato senza scusanti, un gesto tanto più deprecabile perché compiuto da un insegnante che è venuto meno proprio al suo compito di essere garante all’interno della classe “del patto educativo di corresponsabilità” che non si attua certamente in questo modo. La scuola – si legge nella nota – deve essere per i giovani un luogo in cui cominciare a vivere in gruppo sviluppando competenze e capacità relazionali, sociali e civiche che li accompagneranno nel percorso della vita. Il docente è il punto di riferimento per i ragazzi, una figura che deve essere capace non solo di trasmettere contenuti ma deve fungere da esempio con autorevolezza, mai con maltrattamenti”.

La presidente della Commissione Mega, si augura che docenti e dirigenti dell’istituto di riferimento possano avviare un confronto costruttivo per evitare che simili episodi possano verificarsi nuovamente. Altro intervento che condanna fortemente il gesto violento del docente arriva dal Centro Antiviolenza Aretusa, Consorzio Sociale Piano di Zona e Associazione Differenza Donna Ong che, in un comunicato congiunto, manifestano preoccupazione per l’accaduto soprattutto perché avvenuto nel contesto scolastico.

“A rendere ancora più inaudita tale violenza – scrivono – è la ferma convinzione che la scuola debba essere un luogo di confronto, di educazione, di rispetto, di esempio, dove non vengano mai tollerate manifestazioni di autorità espressi con la violenza. Tutti gli adulti hanno una grande responsabilità, quella di essere di esempio ai più piccoli e ai più giovani, gli adulti di domani. Viviamo in un momento storico delicato, ma per nessun motivo si può giustificare la violenza, nè in famiglia, né in contesi sociali. Quello che abbiamo avuto il dispiacere di vedere nel video non è altro che la chiara manifestazione di una cultura patriarcale basata sull’intimidazione, sulla paura, sull’autorità a scapito dell’autorevolezza”.

Anna Maria CAVA

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