Ad Auletta le scuole sono aperte, le mamme tengono i bimbi a casa

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Vogliono la didattica a distanza le mamme di Auletta. Dal 25 novembre, stando all’ordinanza regionale n.92, i bambini dell’asilo e della prima elementare possono fare attività didattica in presenza a meno che il sindaco non fosse intervenuto, per tempo, con misure più restrittive. In molti casi infatti i primi cittadini hanno optato per continuare con la c.d. dad mentre in altri hanno ritenuto opportuno consentire le attività in presenza.

Il sindaco di Auletta, Pietro Pessolano, non si è opposto alla riapertura delle scuole e ora si ritrova le mamme sul piede di guerra: vorrebbero la sospensione come misura per salvaguardare i propri figli e intanto i bambini a scuola non ce li stanno portando. In questi primi giorni in prima elementare neanche un bimbo presente su 15 e all’asilo 8 su 50 stanno frequentando. Il braccio di ferro che si è innescato col sindaco dipende anche dal fatto che a Caggiano, l’IC è lo stesso, la dad è stata prorogata. Le mamme in protesta hanno trovato l’appoggio del gruppo Auletta Nova.

“Viviamo – dicono dall’opposizione – da giorni nella completa disinformazione da parte dell’Amministrazione che non informa la popolazione sulla situazione dei contagi, è normale che alla riapertura della scuola non si sia presentato nessun bimbo. Una sconfitta per tutti ma soprattutto per il sindaco che crea solo confusione e disorientamento. Stigmatizziamo questo incomprensibile comportamento e chiediamo al sindaco di tranquillizzare i genitori”

E le rassicurazioni arrivano.

Il sindaco Pessolano garantisce che sta gestendo personalmente la situazione, che se non comunica quotidianamente i dati è per non generare ansia e che non vi è al momento nessuna criticità tale da giustificare la chiusura delle scuole. Tutti gli screening fatti finora sono risultati negativi. “L’ordinanza n.92 è chiara – dice – i sindaci possono adottare misure restrittive solo nel caso riscontrino rischi e non è il caso di Auletta. É da apprezzare un primo cittadino che apre anziché chiudere, i bambini devono andare a scuola per apprendere e socializzare, stanno perdendo mesi importanti difficili da recuperare”. Posto che non ci sono criticità in paese sostiene di non voler essere responsabile delle conseguenze negative sull’alfabetizzazione, sullo sviluppo e sul benessere dei piccoli che la chiusura delle aule comporta. “Le scuole dovrebbero essere le ultime istituzioni a essere chiuse prova ne è che dappertutto – conclude – si continua a fare attività didattica in presenza”.

Rosa ROMANO

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