23 novembre 1980 – 23 novembre 2017, la Campania ricorda il terremoto

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Erano le 19:34 quando la terra tremò. E da allora il 23 novembre 1980 viene associato a questo terribile evento che colpì un’area di 17.000 km2, dall’Irpinia al Vulture coinvolgendo le province di Avellino, Salerno e Potenza. Novanta interminabili secondi di paura che ancora scuotono la mente e il cuore di chi c’era, ha vissuto e racconta con un fil di voce quella sensazione di smarrimento e di impotenza che solo un terremoto può infondere. Quel sisma di magnitudo 6.8, X grado della scala Mercalli, si spiegò più tardi, aveva messo in ginocchio soprattutto i comuni di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto, Balvano e Santomenna. Devastati tanti altri territori del meridione tra i quali anche il Vallo di Diano, il Cilento e gli Alburni, che hanno impiegato anni per riprendersi del tutto eppure ancora ci sono falle e ritardi apocalittici nelle ricostruzioni. 8.848 i feriti, 2914 i morti: questo il triste bilancio. Le immagini scioccanti di quei giorni terribili ancora oggi risvegliano timori ancestrali e avviano processi psicologici che fanno rabbrividire. Accorato l’appello del Il Mattino che titolava a tutta pagina: Fate presto. Mentre una trasmissione radio inconsapevolmente aveva catturato proprio il suono del terremoto rimasto, forse chi lo sa, come un affascinante mistero. “Il terremoto non possiamo eliminarlo ma possiamo ridurre il rischio sismico – dice Angelo Paladino presidente dell’Osservatorio europeo del paesaggio –  sappiamo quanta gente può morire e sappiamo i danni alle cose. Bisogna lavorare per intervenire sull’edificato”. Oggi infatti sarebbe opportuno intervenire sulle strutture a rischio e sfruttare i bonus fiscali e i fondi regionali. “Dev’essere inaugurata la stagione di ristrutturazione edilizia con una campagna di sensibilizzazione – continua Paladino – il terremoto in Irpinia ci ricorda cosa potrebbe succedere ogni giorno”. Il 16 dicembre intanto con un convegno si ricorda il terremoto del 1857 quando morirono solo nel Vallo di Diano 19mila persone.   

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