Teggiano, intitolazione strada a Sandro Pertini. La richiesta di D’Elia dopo l’iniziativa di San Pietro al Tanagro

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Intitolare una strada a Sandro Pertini. Con la programmazione dell’evento del Comune di Teggiano per ricordare la figura del 7° presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, il consigliere comunale indipendente Conantonio d’Elia, ha voluto lanciare la proposta di intitolare una strada al Presidente deceduto nel febbraio del 1990  e che ricoprì l’incarico dal 1978 al 1985.

Una richiesta che è stata inviata a mezzo pec al comune nel quale, il consigliere D’Elia prendendo spunto da quanto accaduto al Comune di Lucca dove il consiglio ha respinto, alcune settimane fa la proposta di intitolazione della strada. “È di pubblico dominio – scrive nelle motivazioni il consigliere comunale indipendente – lo spessore morale, culturale e politico del Presidente Pertini, figura eminente della democrazia repubblicana, la cui vita politica si è sempre identificata con lotte per la libertà e per la emancipazione sociale delle classi lavoratrici del Paese, che durante l’espletamento del suo settennato venne definito a ragione “il Presidente di tutti”, è nota la sua azione intransigente e allo stesso tempo equidistante durante l’espletamento dell’incarico di Presidente della Camera dei Deputati, è nota la sua attenzione, durante le innumerevoli legislature, ai temi del lavoro e dei diritti civili e sociali”.

Una richiesta che arriva anche alla luce della decisione del sindaco di San Pietro al Tanagro Domenico Quaranta, di avviare lì’iter per l’intitolazione di una strada al Presidente Sandro Pertini con apposita richiesta già inviata al presidente del Consiglio Comunale Antonio Pagliarulo, al fine di avviare l’iter per l’individuazione e la conseguente intitolazione della strada. “E’ grazie alle donne e agli uomini di quella pagina di storia, tra cui Sandro Pertini, – ricorda Conantonio D’Elia – se l’Italia è una Nazione democratica fondata sul lavoro la cui sovranità appartiene al Popolo, ed ora è il momento di dire grazie a quelle donne e a quegli uomini che con il loro sacrificio, tantissime e tantissimi a scapito della loro stessa vita, ci hanno ridonato la dignità di Nazione”.

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