Salerno, maxi evasione. Scoperti “furbetti” tassa di soggiorno

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Troppo ghiotta l’occasione per dire no. Parliamo delle festività natalizie, ricorrenza che ormai da anni attrae turisti a Salerno, letteralmente invasa in questo periodo. Non è un mistero che le Luci d’artista, oltre che a giovare alla città in termini di immagine e prestigio, assicuri anche un ritorno economico non indifferente ai commercianti e i piccoli imprenditori locali. Terreno fertile per i proprietari delle strutture alberghiere, che hanno deciso di fare i “furbetti” omettendo le comunicazioni previste al Comune.

Tanti i fattori che hanno permesso ciò. Basti pensare, soprattutto, alla carenza di personale e alla mancanza di comunicazione tra gli uffici comunali, che ha permesso ai più avveduti di evadere le tasse di soggiorno. Ma andiamo nel dettaglio. Nel mirino del nucleo antievasione tributaria della Polizia Municipale sono finiti ben 17 gestori di strutture ricettive, con i caschi bianchi che hanno passato al setaccio una cinquantina di attività, dove i turisti avrebbero effettivamente pagato la tassa di 3 euro, ma i gestori ospitanti non avrebbero versano niente a Palazzo di Città. Di conseguenza la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di peculato. Per altri 7 albergatori è scattata anche la denuncia per l’omessa comunicazione alla Questura dei dati relativi alle persone ospitate e per la mancata esibizione della documentazione attestante l’avvenuta comunicazione.

Complessivamente è stata scoperta una evasione fiscale di 450mila euro che fa riferimento alla omissione di versamenti negli ultimi due anni da parte di 24 strutture, tra cui anche 2 alberghi a quattro stelle. In pratica è come se oltre 150mila turisti avessero dormito una notte a Salerno senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio nelle casse del Comune. Alla luce di tutto ciò, possiamo tranquillamente dire che la gestione del turismo a Salerno, ad oggi, resta ancora un problema che l‘Amministrazione Comunale non è riuscita a risolvere con valide soluzioni.

Federico D’Alessio

 

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