BIT di Milano, il marchio d’area Vallo di Diano presente grazie ai privati

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La BIT di Milano, Borsa Internazionale del turismo, è una tra le più importanti opportunità di promozione territoriale che consente ai territori una visibilità e una grande conoscenza. La Regione Campania ha un proprio stand dove vengono presentate le bellezze straordinarie e i luoghi più caratteristici e meritevoli di attenzione di tutta la regione. All’interno dello Stand anche la Fondazione Mi.Da con Anna De Mauro e Nicola Cestaro che sono al momento impegnati a promuovere, in particolare le Grotte di Pertosa Auletta. Una grande opportunità messa a disposizione dalla Regione che però, ancora una volta, vede totalmente assenti le istituzioni locali. Nessun ente istituzionale, infatti, ha avviato un percorso progettuale che potesse portare alla ribalta internazionale i nostri luoghi. Si parla tanto di sviluppo turistico, di promozione e tutela del territorio, ipotizzando e immaginando che il turismo possa un giorno essere fonte di ricchezza del territorio. Non sono però ben chiare ancora quali possano essere le idee progettuali che i vari comuni e i vari enti vogliano adottare per raggiungere tali obiettivi. Se arrivano i fondi ma non vengono investiti per partecipare con intelligenza e organizzazione a manifestazioni come la BIT di Milano, in che modo si può pensare di far conoscere le straordinarie bellezze del Vallo di Diano fuori dai confini ed attrarre quindi un numero sufficiente di visitatori in grado da creare l’economia e lo sviluppo di cui i rappresentanti istituzionali parlano? Alla BIT di Milano 2015, il Vallo di Diano è riuscito in qualche modo ad intrufolarsi, possiamo dire così, solo grazie però all’interessamento di privati. Colombina Marino, responsabile del settore turistico della Consid, e tra le promotrici del Marchio d’Area Vallo di Diano e del portale www.visitvallodidiano.it, appena informata della presenza nello stand della Regione Campania anche della Fondazione Mida, ha chiesto ai suoi amici Anna Di Mauro e Nicola Cestari di portare anche le brochure del Vallo di Diano e di esporle insieme al proprio materiale. E’ così che si fa promozione del territorio? Possibile che si fa tanto parlare di promozione turistica ma devono essere associazioni private e di volontariato a doversi attivare per presentare e valorizzare il proprio territorio? Al di là delle responsabilità che sicuramente come è buona norma ormai da anni, è sempre colpa della parte politica contrapposta a chi parla, ci si chiede se, baipassando per una volta gli scambi di accusa tra politca regionale, politica provinciale e politica comunale, visto che tutti hanno ragione e tutti torto, è possibile conoscere invece i progetti che gli enti del territorio, così come fanno i privati del territorio, intendono adottare per far conoscere il Vallo di Diano al di fuori dei confini territoriali? 

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